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La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO

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Utente: aragnof
Nome: Francesco Ultimo
Un errante alla ricerca della strada maestra

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Il mio sito

Frail of heart renounce all fear.
Locked away inside all these years.
Remain in light, renounce all fears.
For you have been mesmerized.
Break this spell of silence.

Dead Can Dance

Il libro di un amico, Rino.

Your eyes forever

White Rabbit

One pill makes you larger
And one pill makes you small,
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all.
Go ask Alice
When she's ten feet tall.
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall,
Tell 'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call.
Call Alice
When she was just small.
When the men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low.
Go ask Alice
I think she'll know.
When logic and proportion
Have fallen sloppy dead,
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
Remember what the dormouse said:
"Feed your head. Feed your head. Feed your head"

Grace Slick 1968
 

Il sito di un grande autore italiano

venerdì, 10 ottobre 2008

I primi a fuggire furono i vigili urbani che andarono a pescare con la dinamite sul Manzanarre, giubbotti sbottonati e spray urticante abbandonato sotto un leccio.

Agli incroci ora i semafori segnavano verde da tutti i lati, chi era nato al di quà della strada moriva al di quà, qualcuno in mezzo ballava sull’autoambulanza bruciata.

Poi toccò agli ucraini che per giorni difesero la fermata dell’autobus Milano Kiev ballando e sparando, ridevano con i loro denti d’oro, ridevano e cadevano.

Il prefetto invitò alla calma tra uno spot e un’isola dei famosi prima del lancio dei gas esilaranti.

I vecchi quadrilateri popolari, organizzati a fortezze chiusero i cancelli di ferro. I nuovi Ras distribuirono archi, frecce e kebab.

I cingolati bianchi e blu tentarono di sfondare il fronte di via Bligny ma si ritirarono al parco Ravizza ad una festa dei giovani delle freccie amaranto.

I primi pentoloni furono visti sulla circonvallazione, l’acqua quella dell’Olona.

Da una millecento grigiotopo lanciata a 100 all’ora qualcuno lanciò uova marce in piemontese su  tre peruviani in piazzale Lotto che accendevano una griglia.

Il saltimbanco fu crocefisso con bottiglie di birra rotte in piazza Vetra, continuando a roteare le palle rosse.

Il pagliaccio nano uscì da un tombino di viale Monza. Vendeva palloncini colorati e sorrideva con denti aguzzi d’acciaio. Tre palloncini mille euro o, a scelta bond argentini.

I pentoloni bollivano nei vicoli della desolazione mentre Biancaneve si scaldava le chiappe tra un cliente e l’altro. Prima di bollire ci si può convertire al nuovo negus di quartiere.

Dai balconi penzolano drappi umani bevendo orzata scaduta.

I parrucchieri del centro sfornavano nuove acconciature mentre la Rinascente bruciava con odore d’incenso e copertoni. I tromboni di regime sostenevano che tutto era sotto controllo auspicando il dialogo dai televisori esposti nei vicoli della desolazione.

Il vecchio mercante cinese annuisce prima di orinare insieme a un cane sul muro della nuova piramide, poi manda tutti a fare in culo.

L’ultima battaglia fu combattuta sui bastioni di Porta Romana, nessuno ricorda da chi e contro chi, nessuno ricorda nulla, il camion della pulizia delle strade cosparse calcio e acido muriatico sul selciato prima che due rom col trombone lo trasformassero in camper armato bifamiliare.

Porta Venezia Timisoara in 3 giorni.

Finalmente liberi.

Una voce dal cielo chiese conto di dove fosse Abele. Nessuno rispose.


Photo By Ultimo

 



Streets of Philadelphia
By B.Springsteen

Un sms al 48587 per contribuire
alla costruzione di un centro pediatrico
in Darfur
.


postato da: aragnof alle ore 18:54 | link | commenti (15)
categorie: favole, incubi
lunedì, 15 settembre 2008

<<Per difendersi dalle Sirene, Ulisse si tappò le orecchie con la cera e si lasciò incatenare all'albero maestro.
Naturalmente tutti i viaggiatori avrebbero potuto fare da sempre qualcosa di simile, eccetto quelli che le Sirene attiravano già da lontano, ma in tutto il mondo era noto che era impossibile ciò potesse servire.
Il canto delle Sirene penetrava dappertutto e la passione dei sedotti avrebbe spezzato ben più che catene e albero.
Ma Ulisse non ci pensò, benché forse ne avesse sentito parlare.
Confidava pienamente in quel poco di cera e in quel fascio di catene, e, con innocente gioia per i suoi mezzucci, andò incontro alle Sirene.

Ora, le Sirene hanno un'arma ancora più terribile del canto, il silenzio.
Non è accaduto, ma si potrebbe pensare che qualcuno si sia salvato dal loro canto, ma certo non dal loro silenzio.
Al sentimento di averle sconfitte con la propria forza, al conseguente orgoglio che travolge ogni cosa, nessun mortale può resistere.

E, in effetti, quando Ulisse arrivò, le potenti cantatrici non cantarono, sia che credessero che solo il silenzio potesse vincere quell'avversario, sia che, alla vista della beatitudine nel volto di Ulisse, che non pensava ad altro che a cere e a catene, si dimenticassero proprio di cantare.
Ma Ulisse, per dir così, non udì il loro silenzio, credette che cantassero e che solo lui fosse protetto dall'udirle.

Di sfuggita vide sulle prime il movimento dei loro colli, il respiro profondo, gli occhi pieni di lacrime, le bocche socchiuse, ma credette che questo facesse parte delle arie che non udite risuonavano intorno a lui. Ma tutto ciò sfiorò appena il suo sguardo fisso nella lontananza, le Sirene sparirono davanti alla sua risolutezza e, proprio quando era più vicino a loro, non seppe più niente di loro.

Ma quelle - più belle che mai - si stirarono e si girarono, fecero agitare al vento i loro tremendi capelli sciolti e tesero le unghie sulle rocce.
Non volevano più sedurre, volevano solo carpire il più a lungo possibile il riverbero dei grandi occhi di Ulisse. Se le Sirene avessero coscienza, quella volta sarebbero state annientate.
Ma sopravvissero, e solo Ulisse sfuggì a loro.

A questo punto, si tramanda ancora un'appendice.
Ulisse, si dice, era così astuto, era una tale volpe, che neppure la Parca poteva penetrare nel suo intimo. Forse egli, benché ciò non si possa capire con l'intelletto umano, si è realmente accorto che le Sirene tacevano e ha, per così dire, solo opposto come scudo a loro e agli dèi la suddetta finzione”. >>

(F.Kafka, Il silenzio delle Sirene)


Photo by Ultimo


Hope for Happiness By Soft Machine (1968)


postato da: aragnof alle ore 18:43 | link | commenti (9)
categorie: favole
mercoledì, 20 febbraio 2008

Seduti dentro un tramonto di mille anni fa sulla riva del mare può succedere di osservare le scene della vita. Quelle vere, quelle finte, quelle solo immaginate, quelle del passato che si immergono in quelle del futuro, fino ad immergere in una nebbia magica il presente. Il vento ci porta le voci lontane che riaccendono i sogni. E' difficile distinguere le voci dal grido dei gabbiani, è difficile distinguere acque e cielo, si sta solo così ad ascoltare il rumore del silenzio e del buio.
Persi nell'immensità dei miracoli....

 
Mothers Of Disappeared By U2

Per tutti i figli ora lontani.

Midnight, our sons and daughters
Were cut down and taken from us
Hear their heartbeat
We hear their heartbeat

In the wind we hear their laughter
In the rain we see their tears
Hear their heartbeat
We hear their heartbeat

Night hangs like a prisoner
Stretched over black and blue
Hear their heartbeat
We hear their heartbeat

In the trees our sons stand naked
Through the walls our daughters cry
See their tears in the rainfall


postato da: aragnof alle ore 12:36 | link | commenti (12)
categorie: favole
martedì, 23 ottobre 2007

Sabato scorso sono stato, al solito, a sfamarmi di musica da Buscemi.
C'era l'ultimo album di Rober Wyatt, Comicopera, al suo interno i testi delle canzoni e, sorpresa..., il testo di una era in italiano...
Eccola.

DEL MONDO

E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile,
rigoglioso di lotte, moltitudini,
splendeva pretendeva molto...
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce gambe pance braccia...

Dimora della carne, riserva di calore,
sapore e familiare odore...
E' cavit di donna che crea il mondo,
veglia sui tempo lo protegge...
Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge,
insoddisfatto poi distrugge...

Il nostro mondo adesso debole e vecchio,
puzza il sangue versato infetto...

 E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile,
Dimora della carne, riserva di calore,
sapore e familiare odore...
Il nostro mondo adesso debole e vecchio
puzza il sangue versato infetto...

Povert magnanima, mala ventura,
concedi compassione ai figli tuoi ...
Glorifichi la vita, e gloria sia,
glorifichi la vita e gloria...

E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile,
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce gambe pance braccia.

(Ferretti, Zamboni, Maroccolo, Magnelli, Canali)


Photo by Ultimo

Mura eterne, mura ciclopiche, mura millenarie, mura dai cui spalti vedemmo scorrere i nostri destini, nascere e morire i nostri sogni e risorgere le albe mentre gli ultimi fuochi muoiono giù nella piana.
Salah-Al-Din ci scruta dalla finestra di fronte e si gratta... sputando su un corvo da combattimento.
L'ultimo slavo si inginocchia al semaforo e mostra il culo alla signora in Suv prima di spirare.
I primi blindati presidiano le vie con le loro lucine di Natale colorate mentre donne in fila attendono il turno per il parruchiere.
Dal canale libero l'ultimo ministro auspica chiarezza e democrazia mentre uno dietro gli fa le corna.
Spengo mandando a cagare anche il comico, guardo Salah-Al-Din dall'altra parte della via e gli strizzo l'occhio, anche per oggi non ci ammazziamo... Domani vediamo...


 
Half Light By PorcupineTree


Anarchy in the UK by Sex Pistols

Scelta musicale in base all'umore ed al bioritmo.
Fate voi....


postato da: aragnof alle ore 14:42 | link | commenti (8)
categorie: favole