La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO
I primi a fuggire furono i vigili urbani che andarono a pescare con la dinamite sul Manzanarre, giubbotti sbottonati e spray urticante abbandonato sotto un leccio.
Agli incroci ora i semafori segnavano verde da tutti i lati, chi era nato al di quà della strada moriva al di quà, qualcuno in mezzo ballava sull’autoambulanza bruciata.
Poi toccò agli ucraini che per giorni difesero la fermata dell’autobus Milano Kiev ballando e sparando, ridevano con i loro denti d’oro, ridevano e cadevano.
Il prefetto invitò alla calma tra uno spot e un’isola dei famosi prima del lancio dei gas esilaranti.
I vecchi quadrilateri popolari, organizzati a fortezze chiusero i cancelli di ferro. I nuovi Ras distribuirono archi, frecce e kebab.
I cingolati bianchi e blu tentarono di sfondare il fronte di via Bligny ma si ritirarono al parco Ravizza ad una festa dei giovani delle freccie amaranto.
I primi pentoloni furono visti sulla circonvallazione, l’acqua quella dell’Olona.
Da una millecento grigiotopo lanciata a 100 all’ora qualcuno lanciò uova marce in piemontese su tre peruviani in piazzale Lotto che accendevano una griglia.
Il saltimbanco fu crocefisso con bottiglie di birra rotte in piazza Vetra, continuando a roteare le palle rosse.
Il pagliaccio nano uscì da un tombino di viale Monza. Vendeva palloncini colorati e sorrideva con denti aguzzi d’acciaio. Tre palloncini mille euro o, a scelta bond argentini.
I pentoloni bollivano nei vicoli della desolazione mentre Biancaneve si scaldava le chiappe tra un cliente e l’altro. Prima di bollire ci si può convertire al nuovo negus di quartiere.
Dai balconi penzolano drappi umani bevendo orzata scaduta.
I parrucchieri del centro sfornavano nuove acconciature mentre la Rinascente bruciava con odore d’incenso e copertoni. I tromboni di regime sostenevano che tutto era sotto controllo auspicando il dialogo dai televisori esposti nei vicoli della desolazione.
Il vecchio mercante cinese annuisce prima di orinare insieme a un cane sul muro della nuova piramide, poi manda tutti a fare in culo.
L’ultima battaglia fu combattuta sui bastioni di Porta Romana, nessuno ricorda da chi e contro chi, nessuno ricorda nulla, il camion della pulizia delle strade cosparse calcio e acido muriatico sul selciato prima che due rom col trombone lo trasformassero in camper armato bifamiliare.
Porta Venezia Timisoara in 3 giorni.
Finalmente liberi.
Una voce dal cielo chiese conto di dove fosse Abele. Nessuno rispose.

Photo By Ultimo
Streets of Philadelphia
By B.Springsteen

Un sms al 48587 per contribuire
alla costruzione di un centro pediatrico
in Darfur.