Ultimo

La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO

CHI SONO

Utente: aragnof
Nome: Francesco Ultimo
Un errante alla ricerca della strada maestra

Archivio

oggi
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Sei il

*loading*

 

Visitatore

 

 

Il mio sito

Frail of heart renounce all fear.
Locked away inside all these years.
Remain in light, renounce all fears.
For you have been mesmerized.
Break this spell of silence.

Dead Can Dance

Il libro di un amico, Rino.

Your eyes forever

White Rabbit

One pill makes you larger
And one pill makes you small,
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all.
Go ask Alice
When she's ten feet tall.
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall,
Tell 'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call.
Call Alice
When she was just small.
When the men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low.
Go ask Alice
I think she'll know.
When logic and proportion
Have fallen sloppy dead,
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
Remember what the dormouse said:
"Feed your head. Feed your head. Feed your head"

Grace Slick 1968
 

Il sito di un grande autore italiano

venerdì, 23 maggio 2008

Ma chi l'ha detto che Milano è brutta quando piove ?
Dentro gli abitacoli respiriamo i nostri pensieri e consumiamo la poca aria rimasta bruciata dagli ultimi fuochi.
Ridiamo di noi, ci squadriamo e sfidiamo dai finestrini, ognuno con la sua storia, ognuno con le sue rabbie lontane e represse, ognuno un pò coi cazzi suoi.
Alziamo il volume dei nostri stereo per non sentire la puzza, per saturare l'attimo prima del verde. Gli speroni meccanici fendono le pozze d'acqua già trasformata in liquame urbano, veloci verso le case in cui trincerarsi e fingere di essere vivi.
Rido di gusto mentre osservo la frenetica follia del formicaio urbano, rido e in fondo sono felice di esserci, rido guardando il cielo, testimone consapevole dell'estinzione...



Photo By Ultimo

 
Requiescant In Pace, By Banco del Mutuo Soccorso (1972)

Cavalli corpi e lance rotte
si tingono di rosso,
lamenti di persone che muoiono da sole
senza un Cristo che sia là.

Pupille enormi volte al sole
la polvere e la sete
l'affanno della morte lo senti sempre addosso
anche se non saprai perchè.

Requiescant in pace. Requiescant in pace.
Requiescant in pace. Requiescant in pace.

Su cumuli di carni morte
hai eretto la tua gloria
ma il sangue che hai versato su te è ricaduto
la tua guerra è finita
vecchio soldato.

Ora si è seduto il vento
il tuo sguardo è rimasto appeso al cielo
sugli occhi c'è il sole
nel petto ti resta un pugnale
e tu no, non scaglierai mai più
la tua lancia per ferire l'orizzonte
per spingerti al di là
per scoprire ciò che solo Iddio sa
ma di te resterà soltanto
il dolore, il pianto che tu hai regalato
per spingerti al di là
per scoprire ciò che solo Iddio sa.
Per spingerti al di là,
per scoprire ciò che solo Iddio sa...



postato da: aragnof alle ore 15:18 | link | commenti (16)
categorie: sensazioni
lunedì, 19 maggio 2008

"Noi siamo gli uomini vuoti, siamo gli uomini imbottiti, addossati l'uno all'altro.
Ahimè, le nostre voci essicate, quando sussurrano insieme sono sommesse e senza senso come vento sull'erba secca o come zampe di ratto sui vetri rotti della nostra riarsa cantina..."

"Motovedetta banda di strada. Onnipotente in ascolto. Motovedetta banda di strada. Onnipotente in ascolto. Ricevete?"

"Addestriamo giovani a scaricare fiamme sulla gente, ma i comandanti non permettono loro di scrivere "Vaffanculo" sugli aeroplani perchè è un'oscenità..."

"Motovedetta banda di strada. Onnipotente in ascolto. Motovedetta banda di strada. Onnipotente in ascolto. Ricevete?. Passo. Motovedetta banda di strada qui Onnipotente..."

da Apocalypse Now, Francis Ford Coppola 1978

E' la fine del fiume, dove l'acqua si trasforma in orrore.... e dove tutto lentamente si ripurifica nel ritmo circolare del tempo all'ombra dell'albero della Bodhi.


Irlanda 2004. Photo by Ultimo


Wallflower By Peter Gabriel

 


postato da: aragnof alle ore 18:59 | link | commenti (9)
categorie: ricordi
venerdì, 09 maggio 2008

E' un grande giorno oggi, devo ricordarmi di mettere la maglia pulita, quella blu.

Mi vedo nello specchio mentre lento, il rasoio strappa la residua barba, dovrei cambiare il rasoio più spesso.

Ascolto affascinato il suo rumore sulla mia pelle nel lento filo di fumo della sigaretta accesa sul bordo dello specchio.

Osservo le piccole vene rosse, sprofondate nei miei occhi ancora gonfi, mentre i territori ancora bianchi di schiuma si restringono inesorabilmente, così come il tempo che divora il presente.

Le gocce d'acqua che cadono dal rubinetto rimbalzano e rimbombano come l'attacco di Listening Wind dei Talking Heads, lasciano aloni arancioni nel bianco spettrale del lavandino. Lasciano tracce nel mio stomaco.  Lasciano buchi nella mia gola.

Odore del marcio di questa città non ancora plastificata ma già in putrefazione, odore che entra dagli interstizi tra vetri e consunti infissi, odore che nemmeno il caffè riesce a cancellare, odore che ti riporta a quando i treni entravano nel salotto bello, tra la poltrona del nonno e l’asse su cui lei costruiva sapientemente l’ultimo raviolo.

Laggiù, a tre isolati, il solito sibilo, la solita vampa, i muri riprendono a tremare, la tregua è finita.

Dall’ iPod Steve Winwood canta “As time begins to burn itself upon me”, riconosco  al volo i colpi, questi sono rpg, gli stessi che hanno martellato la via di fronte tutta notte, e questi sono i nostri mortai che rispondono ciclicamente e stancamente in una sinfonia di suoni e colori della grande orchestra.
Sul palco Lei dirige seria, non ammette sbagli Lei...

“And now I'll turn around and find that there's no time to live” continua Winwood, non lo ascolto, sono stufo, sono tre anni che spariamo, sono tre anni che il fronte si sposta di pochi metri al di quà o al di là di una piazza, sono tre anni che trasciniamo per i piedi ciò che resta di compagni e nemici. Ma oggi è il grande giorno, lentamente infilo il proiettile rinforzato, mi tolgo dai denti un ultimo avanzo, lo osservo lentamente, lo tengo già sottotiro, sono tre giorni che lo vedo muoversi dietro le tapparelle mezze sfondate, sono tre giorni che aspetto il momento.

Sono anni che lo cercano, sono anni che si nasconde e che sfugge ed ora è lì, lo vedo, lo sento, percepisco il suo respiro, il suo odore, il colore dei suoi occhi che hanno visto tutto.

E’ il 19 settembre del 2014 qui a Milano, una folata di vento caldo e tutto si compie. Premo il grilletto e vedo la sua testa sbattere e rimbalzare contro la parete. Lo sapevo che era un grande giorno oggi. Sorrido mentre in lontananza sento un grande rombo, come se la terra si aprisse...

Lei, sul suo palco ha dettato le note d’apertura del  terzo atto del “Crepuscolo degli dei”, sogghigna ora, sogghigna vedendo la grande pira prendere fuoco, sogghigna osservando la grande purificazione, ride mentre l’inferno in terra si specchia in cielo, ride mentre il Valhalla brucia, ride mentre anche Lei brucia.

 


Photo by Ultimo.



No Time To Live, by Traffic & Brian Auger

As time begins to burn itself upon me
And the days are growing very short
People try their hardest to reject me
But in a way, their conscience won't be caught

Something's happening to me day by day
My pebble on the beach is getting washed away
I've given everything that was mine to give
And now I'll turn around and find that there's no time to live

So often I have seen that big wheel of fortune
Spinning for the man who holds the ace
There's many who would change their places for him
But none of them have ever seen his lonely face


Listening Wind, By Talking Heads

 


Splash
di Charles
Bukowski

l'illusione è che tu semplicemente
stia leggendo questa poesia.
la realtà è che questa è
più di una
poesia.
questo è il coltello di un accattone.
è un tulipano.
è un soldato che marcia
attraverso Madrid.
questo sei tu sul tuo
letto di morte.
questo è Li Po che ride
sottoterra.
no, non è una dannata
poesia.

è un cavallo che dorme.
una farfalla dentro
il tuo cervello.
questo è il circo
del diavolo.
e non la stai leggendo
su una pagina.
è la pagina che legge
te.
la senti?
è come un cobra.
è un'aquila affamata
che sorvola la stanza.

questa non è una poesia.
la poesia è barbosa,
ti fa venire
sonno.

queste parole ti incitano
a una nuova
follia.

ti ha toccato la grazia,
sei stato spinto
dentro una
abbacinante regione di
luce.

adesso l'elefante
sogna insieme
a te.
la volta dello spazio
curva e ride.

adesso puoi morire.
tu puoi morire adesso come
si doveva morire da uomini:
grande,
vittorioso,
con l'orecchio alla musica,
essendo tu la musica,
che romba,
romba,
romba.

da Betting on the Muse - Poems and Stories -
Tradotto in LE RAGAZZE CHE SEGUIVAMO -
Ed. Guanda - Ottobre 1998

Tratto da http://www.miserabili.com  cura di Giuseppe genna


"La miglior cosa sarebbe che non ci fosse bisogno di Emergency.."
Gino Strada (da: Che tempo che fa, Rai 3 del 11.05.2008)

  


postato da: aragnof alle ore 16:59 | link | commenti (11)
categorie: incubi