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La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO

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Utente: aragnof
Nome: Francesco Ultimo
Un errante alla ricerca della strada maestra

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Il mio sito

Frail of heart renounce all fear.
Locked away inside all these years.
Remain in light, renounce all fears.
For you have been mesmerized.
Break this spell of silence.

Dead Can Dance

Il libro di un amico, Rino.

Your eyes forever

White Rabbit

One pill makes you larger
And one pill makes you small,
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all.
Go ask Alice
When she's ten feet tall.
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall,
Tell 'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call.
Call Alice
When she was just small.
When the men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low.
Go ask Alice
I think she'll know.
When logic and proportion
Have fallen sloppy dead,
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
Remember what the dormouse said:
"Feed your head. Feed your head. Feed your head"

Grace Slick 1968
 

Il sito di un grande autore italiano

lunedì, 26 febbraio 2007

Camminando sulla sabbia si impara ad andare lenti con un occhio all'orizzonte e l'altro al passo successivo. Avanti e indietro, passato e futuro tutto diventa un unico indistinto bagaglio di cui il silenzio è la colonna sonora e il vento ne trasporta il senso.


Photo by Ultimo


Sinèad O'Connor, This is a rebel song

I love you my hard Englishman
Your rage is like a fist in my womb
Can't you forgive what you think I've done
And love me - I'm your woman
And I desire you my hard englishman
And there is no more natural thing
So why should I not get loving
Don't be cold Englishman

How come you've never said you love me
In all the time you've known me
How come you never say you're sorry
And I do

Ah, please talk to me Englishman
What good will shutting me out get done
Meanwhile crazies are killing our sons
Oh listen - Englishman
I've honoured you - hard Englishman
Now I am calling your heart to my own
Oh let glorious love be done
Be truthful - Englishman

How come you've never said you love me
In all the time you've known me
How come you never say you're sorry
And I do
I do


postato da: aragnof alle ore 16:40 | link | commenti (7)
categorie: sensazioni
martedì, 20 febbraio 2007

Rileggo per la terza volta il manuale d'installazione, lo so a memoria...
Ho seguito tutti i passi descritti...
Ho installato tutti i service pack rilasciati...
Ho cercato e installato tutte le patch di sicurezza...
Ho scaricato tutti i driver corretti...
Ho cercato il codice d'errore su Google...
Sono andato su circa dieci forum dedicati...
Ho riavviato per lo meno venti volte...
La password è quella giusta...
I servizi sono tutti installati correttamente...
Ho cercato eventuali virus interni ma non ne ho trovato nessuna traccia...

Niente....

Cazzo, perchè non va ?
Ho un giramento di quelli!...
Ci devo riuscire!...
La mia dignità!...
...
...
Ma vaffanculo maledetta aspirapolvere...


Photo by Ultimo



Horizon's By Genesis


postato da: aragnof alle ore 17:38 | link | commenti (7)
categorie: incubi
lunedì, 12 febbraio 2007

"...E la gente si inginocchiava e pregava
al dio neon che aveva creato.
E l’insegna lampeggiava il suo messaggio
con le parole che lo formavano.
E il messaggio era: "Le parole dei profeti
sono scritte sui muri della metropolitana
e negli androni dei palazzi,
e diventano sussurro nel suono del silenzio."

The sound of Silence, Simon And Garfunkel 


Photo by Ultimo



Vorrei incontrarti (A.Sorrenti)

Ma se, come Clemente V, se ne tornasse ad Avignone ?...
Forse potrebbe occuparsi dei problemi francesi, spagnoli, lituani, olandesi...ecc.
Forse potrebbe lasciarci fare un pò di pacs nostri...

 


 

Libertà per Kareem.

Da http://www.repubblica.it
ROMA - Il mondo si mobilita per Abdelkareem Nabil Soliman, 22 anni, egiziano, arrestato nel suo paese a novembre dello scorso anno. Reato: aver espresso le proprie opinioni su politica, cultura e società sul suo blog. http://karam903.blogspot.com/

Per chi vuole firmare una petizione di solidarietà questo è il link:
http://www.freekareem.org/
http://www.petitiononline.com/KAmer/

 


 



postato da: aragnof alle ore 16:01 | link | commenti (7)
categorie: sensazioni
sabato, 03 febbraio 2007

Gli uccelli di metallo

Il bambino guardava dalla finestra attratto dai raggi del sole di un primavera giunta in anticipo. I suoi riccioli biondi splendevano illuminati dalla luce e i suoi occhi erano persi nella scoperta di ciò che vedevano, gli alberi ormai verdi in lontananza, le tegole rosse e grigie dei tetti davanti, il disegno di nuvole complesse e bianchissime nel cielo a disegnare paesaggi fantastici.
Il calore dei raggi accarezzava il suo piccolo corpo che stava esponendosi alla vita.
Quando vide quegli uccelli si rese conto che non erano uguali a quelli che aveva imparato a distinguere da quella finestra.
Erano strani, luccicanti, con forme geometriche e non emettevano rumore alcuno, non li aveva mai visti, ce n'erano tanti in volo intorno a casa sua, chissà da dove venivano, chissà di quale specie erano. Ma perchè non cantavano?.
Sporgendosi cercava di vederli più da vicino e cercava di capire le loro traiettorie di volo, i loro giochi silenziosi, il loro linguaggio. Certo erano affascinanti con i loro voli lenti e radenti, a volte si avvitavano su se stessi, si capovolgevano non perdendo mai la traiettoria che avevano scelto.
I raggi del sole colpendoli venivano spezzati in mille altri raggi come in un gioco di specchi a illuminare tutto ciò che stava loro intorno. Da dove venivano, si interrogava il bimbo turbato dalla loro aria misteriosa e luccicante.
Certo nel suo paese erano successe tante cose strane e brutte negli ultimi tempi, tante cose erano cambiate e tante persone non erano più tornate a casa, ma quello alla fine era solo un grande gioco per il bimbo. A volte in lontananza si sentivano rumori ed esplosioni tremende, la terra tremava e a volte il cielo si illuminava di notte come in pieno giorno come alla festa del paese. Ma quegli uccelli non li aveva proprio mai visti.
Sua madre gli raccomandava sempre di non uscire fino a quando lei non fosse tornata e di tenere le finestre chiuse ma lui non sapeva resistere alla tentazione di respirare l'aria pura e vedere la luce del sole. Già aveva dovuto rinunciare ad andare a giocare con gli amici nella piazzetta polverosa dove esisteva ancora un piccolo campetto con un pò d'erba verde, aveva dovuto rinunciare ai suoi giochi con il pallone e con le macchinine di plastica. In fondo stava solo guardando degli uccelli che volavano liberi nel cielo. Sua mamma non si sarebbe arrabbiata per così poco.
Uno di quegli uccelli si venne a posare sul suo davanzale e sembrava guardarlo con curiosità. Avrebbe voluto stendere una mano e cercare di accarezzarlo ma non osava, sapeva che sarebbe volato via, quindi si limitò ad osservarlo più da vicino.
Quell'uccello era di metallo, un metallo lucidissimo, privo di spigoli e di qualsiasi segno, sembrava poter assumere qualsiasi forma, la sua bellezza era quasi ipnotica.
Non si rese conto di quanto tempo stette ad osservarlo, era come se il tempo avesse assunto una nuova dimensione, una dimensione densa e viscosa in cui tutto era rallentato quasi che il tempo scorresse all'indietro. Un altro uccello di metallo venne a posarsi sul davanzale. Questo era più grosso dell'altro, pareva più importante, i suoi occhi erano azzurri e parevano trasmettere tranquillità e serenità mentre osservava il bambino e tutto ciò che era nel loro raggio d'azione.
Passarono alcuni istanti o forse alcune ore, l'inquietudine entrava sempre più nelle sensazioni del bambino; chi erano e da dove venivano quegli uccelli.
"Vuoi venire con noi?" disse l'uccello che sembrava il capo rompendo il gelo del silenzio.
La sua voce era dolce, non aveva mai sentito una voce così dolce e armoniosa. L'inquietudine si ruppe e lasciò il campo ad una grande gioia che entrava come un fiume fluido nel suo cuore, una felicità che non ricordava più potesse essere reale. La voce dell'uccello era come una meravigliosa armonia musicale che entrava in sintonia con il colore del sole.
"Ma come posso venire con voi, non so volare io" rispose il bambino.
"Non c'è nulla che tu non possa fare se solo lo vuoi".
"Se tu lo vuoi puoi volare insieme a noi a inseguire le nuvole e i tuoi giochi".
"In fondo anche noi siamo di metallo ma voliamo; dunque?"
In un attimo prese la sua decisione, sorrise all'uccello e disse "vengo con voi, voglio vedere la terra dall'alto".
Salì sul davanzale, diede un'ultima occhiata alla sua stanza e volò via insieme ai suoi nuovi amici felice.
Mentre volava guardò dall'alto il suo paese, la chiesa, il campo dei suoi giochi e si rese conto che facevano già parte del suo passato. Ora volava felice e libero.

Dal TG della sera "Nel corso di un attacco ad una base di presunti guerriglieri forze aeree alleate hanno raso al suolo un paese a pochi chilometri dal confine, non si conoscono i dettagli dell'operazione ne il bilancio delle vittime" "Non si sa se esistono superstiti".


Photo by Utimo

Eve Of Distruction, Bobby McGuire


08 FEBBRAIO 2007

Il Pentagono: "No all'estradizione del marine Lozano, per noi il caso Calipari è chiuso (e voi italiani smettete di rompere le balle che abbiamo altre cose da fare) Chiaro ? Punto! ".

"Signora Rosa Calipari, si renda conto che il suo ex marito ha messo in essere comportamenti gravi che hanno portato alla tragica conclusione per unica sua responsabilità."

Grazie mille amici americani, scusate il disturbo e, alla prossima....


postato da: aragnof alle ore 17:51 | link | commenti (5)
categorie: favole