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La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO

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Utente: aragnof
Nome: Francesco Ultimo
Un errante alla ricerca della strada maestra

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Il mio sito

Frail of heart renounce all fear.
Locked away inside all these years.
Remain in light, renounce all fears.
For you have been mesmerized.
Break this spell of silence.

Dead Can Dance

Il libro di un amico, Rino.

Your eyes forever

White Rabbit

One pill makes you larger
And one pill makes you small,
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all.
Go ask Alice
When she's ten feet tall.
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall,
Tell 'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call.
Call Alice
When she was just small.
When the men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low.
Go ask Alice
I think she'll know.
When logic and proportion
Have fallen sloppy dead,
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
Remember what the dormouse said:
"Feed your head. Feed your head. Feed your head"

Grace Slick 1968
 

Il sito di un grande autore italiano

domenica, 31 dicembre 2006

Bene,
ora la vostra battaglia per l'audience l'avete vinta, avete fatto a gara per chi mostrava più corda, senza scrupoli, senza pietà,la pietà di cui chiunque ha diritto mentre sta per morire. Un punto in più di share, un telespettatore in più, questo è il vostro unico fine nel mercimonio dell'informazione, servirci l'evento in diretta senza remore, senza scrupoli e, fa niente se qualche bambino ne porterà il segno per anni.
Va bene così.
Ora dormite pure sogni tranquilli, la fine in diretta del dittatore ce l'avete servita calda.
Grazie e ... andate a fare in culo.
Ultimo

postato da: aragnof alle ore 12:17 | link | commenti (6)
categorie: incubi
giovedì, 28 dicembre 2006

Le campane della libertà
(Chimes of Freedom)

Lontano tra la fine del tramonto e lo scampanìo evanescente della mezzanotte
Ci riparammo dentro un androne,  il tuono crepitava
Mentre maestose campane di lampi colpivano ombre nella luce; ci dicevamo: potrebbero essere le campane della libertà che lampeggiano

Lampeggiano per i guerrieri la cui forza è non combattere;
Lampeggiano per i profughi sulla loro inerme via di fuga.
E per ognuno e per tutti i sottomessi soldati nella notte
Noi vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà

Attraverso la disciolta fornace della città improvvisamente guardammo
Nascondendo qui le facce mentre i muri si restringevano
Mentre l’eco delle campane nuziali prima della pioggia sferzante, si dissolveva negli imponenti scampanii dei fulmini

Che suonavano per il ribelle, suonavano per il miserabile
Suonavano per lo sfortunato, l’abbandonato e il reietto.
Suonavano per l’emarginato messo costantemente al rogo
E noi vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà

Oh, sì!

E poi anche se la bianca cortina di una nuvola in un angolo lontano emise un bagliore
C’era un’ipnotica, umida nebbia che lentamente si alzava
Lampi elettrici ancora colpivano come frecce
Scoccate non per i condannati a vagare o per quelli messi in condizione di non farlo

Suonavano per quelli che vagano alla ricerca su questo segreto sentiero, senza parole
Per gli amanti perseguitati dalla solitudine con una storia troppo personale.
E per ogni giovane cuore, per ogni anima innocente costretta dentro una prigione
Noi vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà

Con gli occhi lucenti e sorridenti ricordo quando fummo presi,
Intrappolati da una vecchia traccia di promesse mentre le lancette stavano sospese
Mentre ascoltiamo un’ultima volta, e guardiamo con un ultimo sguardo
Incantati e sommersi: “E’ finito lo scampanìo?”

Suona per i malati le cui ferite non possono essere curate
Per le schiere degli innumerevoli confusi, accusati, maltrattati o peggio.
E per ogni uomo imprigionato nell’intero universo
Vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà

Robert Allen Zimmerman
Bob Dylan 1964

Buon anno a tutti quelli che ancora sperano in un'alba migliore.
Ultimo


Photo by Ultimo


Roisin Dubh, by Iarla O'Lionaird (2000)


postato da: aragnof alle ore 11:03 | link | commenti (6)
categorie: ultimi
giovedì, 21 dicembre 2006

Uomini,

lasciate perdere, mentre vi interrogavate, dibattevate, pontificavate sul senso della vita e forse sul sesso degli angeli Welby se ne è andato da solo, nel suo dignitoso silenzio.

Sarà per un'altra volta che darete di nuovo il peggio di voi.

Ciao Welby, la tua battaglia l'hai comunque vinta.

Ultimo

Ho ricevuto oggi da un caro amico una lettera che contribuisce alla discussione su Welby.
Mi fa piacere proporverla.

Caro Francesco, dobbiamo essere grati a Welby. La sua morte sta costringendo le nostre coscienze a porsi tutte le domande, tutti i dubbi, troppo spesso elusi, troppo spesso ostaggio di comodi dogmi, su cosa sia la vita e fino a che punto essa possa considerarsi tale. Cosa fare una volta oltrepassato tale limite. Domandarci quanto una legge, per sua natura limitata e limitativa, possa soddisfare equamente le apettative di una moltitudine di pensieri, uno per ogni uomo. Anche lui ha avuto il suo calvario, anche lui ha avuto il suo Ponzio Pilato, anche lui ha trovato il centurione pietoso, anche lui, soprattutto, ci ha insegnato qualcosa. Ora dovremmo ricambiarlo con un doveroso silenzio. Tacciano quindi tutti i tromboni della sguaiata orchestra che ci sta assordando i timpani, tacciano i Soloni, tacciano i Torquemada, tacciano i Narcisi, tacciano i sacerdoti del tempio, tacciano gli avvoltoi. Imparino, almeno per una volta, ad ascoltare la voce della loro vera coscienza, resa muta da effimeri opportunismi.  
Caro Francesco, sono sicuro che presto il silenzio ci sarà, ma sarà quello dell'oblio; stanno arrivando i regali di natale, i botti di capodanno, il festival di Sanremo, le partite dello scudetto. La fornace del dio Moloch, è sempre accesa e brucerà anche Welby. Tra non molto, puoi starne certo, anche lui troverà pace nel voluminoso libro dei Carneade.
Pessimista?  si, purtroppo!
Rinaldo

postato da: aragnof alle ore 08:26 | link | commenti (11)
categorie: incubi
martedì, 19 dicembre 2006

La scelta di andare.

Credo che ogni uomo ed ogni donna abbiano il diritto di morire con la dignità e il rispetto di cui tutti abbiamo  bisogno.
Di solito non chiediamo di venire al mondo, anche se qualcuno dice che scegliamo i nostri genitori, di solito cerchiamo di vivere il nostro percorso nel miglior modo possibile, di solito non sappiamo quando e come ce ne andremo da questo palcoscenico. Di solito, appunto...
Ci sono casi in cui il "di solito" non ha senso e significato, casi in cui le sofferenze umane divengono talmente insopportabile da portare a modificare il senso stesso della vita.
Casi in cui la percezione del nostro passaggio qui diviene talmente labile ed inutile da far sperare che il momento del ritorno nell'altra dimensione venga il più presto possibile.

Credo che nessuno debba elevarsi a giudice di questi uomini e donne ed imporre loro gli stessi schemi di ragionamento e di sentire che respirano nella loro normale quotidianità.
Ogni sofferenza è imperscrutabile e sconosciuta se non la si vive direttamente.
Noi possiamo solo ascoltare questi uomini e donne, possiamo solo tentare di aiutarli, possiamo solo capirli, possiamo solo, se lo desiderano, lasciarli decidere di andare tenendogli la mano con tutto l'amore di cui disponiamo.
Solo la sofferenza più estrema può far comprendere, solo la sofferenza più grande ci da la possibilità di rinascere per la seconda volta, di tornare a vivere ed accettare anche chi non ce la fa.
Uomini, ascoltate il grido disperato di chi ci chiede di staccare la spina che lo tiene ancora legato a questa dimensione, ultimo cordone ombelicale di un mondo che non ha più nulla da offrirgli.
Uomini aiutate Welby a trovare la sua pace.


Photo by Ultimo


Sigur Rós - Starálfur

 


postato da: aragnof alle ore 11:16 | link | commenti (3)
categorie: sensazioni