La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO
Le campane della libertà
(Chimes of Freedom)
Lontano tra la fine del tramonto e lo scampanìo evanescente della mezzanotte
Ci riparammo dentro un androne, il tuono crepitava
Mentre maestose campane di lampi colpivano ombre nella luce; ci dicevamo: potrebbero essere le campane della libertà che lampeggiano
Lampeggiano per i guerrieri la cui forza è non combattere;
Lampeggiano per i profughi sulla loro inerme via di fuga.
E per ognuno e per tutti i sottomessi soldati nella notte
Noi vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà
Attraverso la disciolta fornace della città improvvisamente guardammo
Nascondendo qui le facce mentre i muri si restringevano
Mentre l’eco delle campane nuziali prima della pioggia sferzante, si dissolveva negli imponenti scampanii dei fulmini
Che suonavano per il ribelle, suonavano per il miserabile
Suonavano per lo sfortunato, l’abbandonato e il reietto.
Suonavano per l’emarginato messo costantemente al rogo
E noi vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà
Oh, sì!
E poi anche se la bianca cortina di una nuvola in un angolo lontano emise un bagliore
C’era un’ipnotica, umida nebbia che lentamente si alzava
Lampi elettrici ancora colpivano come frecce
Scoccate non per i condannati a vagare o per quelli messi in condizione di non farlo
Suonavano per quelli che vagano alla ricerca su questo segreto sentiero, senza parole
Per gli amanti perseguitati dalla solitudine con una storia troppo personale.
E per ogni giovane cuore, per ogni anima innocente costretta dentro una prigione
Noi vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà
Con gli occhi lucenti e sorridenti ricordo quando fummo presi,
Intrappolati da una vecchia traccia di promesse mentre le lancette stavano sospese
Mentre ascoltiamo un’ultima volta, e guardiamo con un ultimo sguardo
Incantati e sommersi: “E’ finito lo scampanìo?”
Suona per i malati le cui ferite non possono essere curate
Per le schiere degli innumerevoli confusi, accusati, maltrattati o peggio.
E per ogni uomo imprigionato nell’intero universo
Vedemmo in alto le lampeggianti campane della libertà
Robert Allen Zimmerman
Bob Dylan 1964
Buon anno a tutti quelli che ancora sperano in un'alba migliore.
Ultimo

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Roisin Dubh, by Iarla O'Lionaird (2000)
Uomini,
lasciate perdere, mentre vi interrogavate, dibattevate, pontificavate sul senso della vita e forse sul sesso degli angeli Welby se ne è andato da solo, nel suo dignitoso silenzio.
Sarà per un'altra volta che darete di nuovo il peggio di voi.
Ciao Welby, la tua battaglia l'hai comunque vinta.
Ultimo

Ho ricevuto oggi da un caro amico una lettera che contribuisce alla discussione su Welby.
Mi fa piacere proporverla.
La scelta di andare.
Credo che ogni uomo ed ogni donna abbiano il diritto di morire con la dignità e il rispetto di cui tutti abbiamo bisogno.
Di solito non chiediamo di venire al mondo, anche se qualcuno dice che scegliamo i nostri genitori, di solito cerchiamo di vivere il nostro percorso nel miglior modo possibile, di solito non sappiamo quando e come ce ne andremo da questo palcoscenico. Di solito, appunto...
Ci sono casi in cui il "di solito" non ha senso e significato, casi in cui le sofferenze umane divengono talmente insopportabile da portare a modificare il senso stesso della vita.
Casi in cui la percezione del nostro passaggio qui diviene talmente labile ed inutile da far sperare che il momento del ritorno nell'altra dimensione venga il più presto possibile.
Credo che nessuno debba elevarsi a giudice di questi uomini e donne ed imporre loro gli stessi schemi di ragionamento e di sentire che respirano nella loro normale quotidianità.
Ogni sofferenza è imperscrutabile e sconosciuta se non la si vive direttamente.
Noi possiamo solo ascoltare questi uomini e donne, possiamo solo tentare di aiutarli, possiamo solo capirli, possiamo solo, se lo desiderano, lasciarli decidere di andare tenendogli la mano con tutto l'amore di cui disponiamo.
Solo la sofferenza più estrema può far comprendere, solo la sofferenza più grande ci da la possibilità di rinascere per la seconda volta, di tornare a vivere ed accettare anche chi non ce la fa.
Uomini, ascoltate il grido disperato di chi ci chiede di staccare la spina che lo tiene ancora legato a questa dimensione, ultimo cordone ombelicale di un mondo che non ha più nulla da offrirgli.
Uomini aiutate Welby a trovare la sua pace.

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Sigur Rós - Starálfur