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La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO

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Utente: aragnof
Nome: Francesco Ultimo
Un errante alla ricerca della strada maestra

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Il mio sito

Frail of heart renounce all fear.
Locked away inside all these years.
Remain in light, renounce all fears.
For you have been mesmerized.
Break this spell of silence.

Dead Can Dance

Il libro di un amico, Rino.

Your eyes forever

White Rabbit

One pill makes you larger
And one pill makes you small,
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all.
Go ask Alice
When she's ten feet tall.
And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall,
Tell 'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call.
Call Alice
When she was just small.
When the men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving low.
Go ask Alice
I think she'll know.
When logic and proportion
Have fallen sloppy dead,
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
Remember what the dormouse said:
"Feed your head. Feed your head. Feed your head"

Grace Slick 1968
 

Il sito di un grande autore italiano

martedì, 26 settembre 2006

NothingMan

 Quella mattina la radiosveglia trasmetteva una glaciale contabilità di morti mentre grattandosi testa ed idee cercava di infilarsi le ciabatte stranamente disperse intorno, quasi senza ordine logico.
Pensava alla sera prima senza ricordare nulla, uno strato di nebbia profonda impediva il recupero di qualsiasi informazione.
Il caffè faceva particolarmente schifo e il fatto di essere caldo era l’unico lato positivo. I resti di una cena erano disseminati tra il lavandino e l’improbabile tavolo scrostato e decorato da macchie di vari colori e sfumature. Ancora non ricordava come e perché, ma in fondo che importanza aveva?
Una mosca sbatteva sul vetro da cui entrava una luce livida e feroce come la lama di un coltello da sacrifici.
Avrebbe voluto tornare sotto le coperte e inebriarsi della speranza di riuscire a dormire. Riuscire a dormire senza i soliti incubi, riuscire a dormire come unico fine della sua vita. Dormire e non svegliarsi più in questo mondo.
Il suono di un messaggio in arrivo sul cellulare rimbombò come un colpo di pistola dentro il suo stomaco e intorno solo rabbia e paura.
Una mattina come tante, una mattina di un qualsiasi fottuto giorno di un qualsiasi anno.

Mentre chiudeva la porta indossò il solito giaccone pesante e si mise sulla spalla destra lo zainetto verde. Un calcio alla bottiglia di Ceres abbandonata sulle scale e un rumore di vetri rotti. Qualcuno bestemmiò dietro una delle tante porte sbrecciate e sbarrate. Porte sbarrate e vite clandestine nascoste agli sguardi del mondo.
Fuori il selciato, ancora bagnato dalla pioggia della notte, rimbalzava il rumore grigio del solito traffico. Il senso di nausea aumentava e la sciarpa non riusciva a contenere i morsi del freddo che lentamente entravano dentro, sempre più dentro.
L’appuntamento era per le 7.30 al solito posto, il tempo per comprare le sigarette e guardare il culo alla cameriera che passava la vita a confezionare cappuccini con relativo cacao in polvere, sguardo perso attraverso i corpi dei clienti e sorriso abbozzato a chiedere se con o senza marmellata la brioche.
Lui era già la che lo aspettava, la solita puzza di dopobarba scadente e la solita smorfia di disprezzo per tutto il mondo. Non sapeva neanche il suo vero nome e da dove venisse, un volto anonimo tra la folla che improvvisamente svaniva così come era arrivato.
Il tempo per ricevere il foglio di carta con gli ordini ed era di nuovo solo in mezzo alla folla che trascinava via con se vite inutili e dolori lancinanti.
Ma oggi ci avrebbe pensato lui a cambiare tutto, oggi finalmente avrebbe dato un senso a tutta la sua vita e a rendere caldo e colorato il mondo.
Fu come sentire scendere d’improvviso un bicchiere intero di whisky nella gola e poi nello stomaco e la botta salire fino al cervello. Fu come sentire una chitarra intonare l’inno americano in un delirio lisergico di tanti, troppi anni fa.
Ora non aveva più dubbi, sapeva cosa doveva fare, era stato addestrato dai migliori professionisti, non poteva sbagliare dopo tanto attendere.
Perso dietro a ricordi sepolti da macerie e puzza insopportabile, ricordi di metallica violenza, ordini rapidi, urla e pianti, scoppi secchi misti a boati lontani, inutili fughe tra risate di scherno e sguardi allucinati. Il volto di sua madre irriconoscibile nella pozzanghera ormai di un rosso scuro e quel silenzio pesante come il ricordo di mille anni concentrato in un solo istante.
La mano stringeva il metallo nella tasca e l’aria gelida nei polmoni quasi a respirare una vita intera.
Scese le scale quasi a entrare in un’altra dimensione, i rumori si attutivano e i colori cambiavano la prospettiva delle sfumature, la gente intorno a lui sfumava i propri contorni fino a immaginare un palcoscenico improvvisamente immobile e silenzioso.
Sorrise finalmente felice…
Sorrideva ancora quando il proiettile entrò nella sua nuca.
Sorrideva ancora, quando i nastri gialli stesi intorno a lui indicarono la via agli uomini col grembiule grigio.
Sorrideva ancora, quando fu infilato in un sacco di plastica nero.
Finalmente poteva dormire e … sognare.

 
Photo by Ultimo


Nothing man, Pearl Jam

Once divided...nothing left to subtract...
Some words when spoken...can't be taken back...
Walks on his own...with thoughts he can't help thinking...
Future's above...but in the past he's slow and sinking...
Caught a bolt 'a lightnin'...cursed the day he let it go...

Nothingman...
Isn't it something?
Nothingman...

She once believed...in every story he had to tell...
One day she stiffened...took the other side...
Empty stares...from each corner of a shared prison cell...
One just escapes...one's left inside the well...
And he who forgets...will be destined to remember...oh...oh...oh...

Nothingman...
Isn't it something?
Nothingman...

Oh, she don't want him...
Oh, she won't feed him...after he's flown away...
Oh, into the sun...ah, into the sun...

Burn...burn...
Nothingman...
Isn't it something?
Nothingman...
Nothingman...
Coulda' been something...
Nothingman...
Oh...ohh...ohh...


postato da: aragnof alle ore 19:35 | link | commenti (10)
categorie: favole
mercoledì, 20 settembre 2006

Vorrei...

...non vedere più bandiere e pupazzi bruciare tra le urla in nome di Dio, come barbiturico dell'anima e psicotropia della mente. Vorrei avere il tempo necessario prima di parlare. Vorrei avere il tempo per comprendere...

<<...E la sua anima gridò verso di loro, e disse:
Figli della mia antica madre, cavalieri delle maree,
Quante volta avete navigato nei miei sogni! Ed ora giungete nel mio risveglio, che è il mio sogno più profondo.
Sono pronto a partire, e la mia brama a vele spiegate attende il vento.
Solo un altro respiro respirerò in quest'aria ferma, solo un altro sguardo d'amore rivolgero indietro,
E poi starò in mezzo a voi, navigante tra naviganti.
E tu, vasto mare, madre dormiente,
Che sei pace e libertà per il fiume e per la corrente,
Solo un altro vortice farà questa corrente,
Solo un altro mormorio in questo chiarore,
E poi verrò a te, goccia infinita in un infinito oceano...>>

Kahlil Gibran


The road to Persepolis
Photo by Ultimo


Datemi il silenzio ed io sfiderò la notte.


Uterus, By Nour Ensamble

UTERUS

Uterus hodie virginis floruit,
Nec matrem dum gignit libido torruit,
Que virgo permanens virum aborruit,
O partus mirabilis.

De radice lesse virga progreditur,
Et virgula flos Christus exoritur,
Cuius in Libano cedrus extollitur.
O partus mirabilis.

Hic flos davitico signatus calamo,
Ut sponsus regio procedens talamo,
celesti seculum perunxit balsamo.
O partus mirabilis

Hic flos est in Syon rosa nec aruit,
Et in Ierusalem lilium canduit,
Utrisque genera cruce composuit.
O partus mirabilis

 

 

 


 


postato da: aragnof alle ore 20:27 | link | commenti (3)
categorie: sensazioni
martedì, 12 settembre 2006

Lo specchio...

...restituisce, asettico ed impietoso, le mille immagini di ciò che siamo e di ciò che non sappiamo o non vogliamo ammettere di essere.
Lo specchio attraversa gli strati profondi della nostra anima trasformando il buio in sfumature di colori che, spezzandosi, diventano stiletti acuminati che ci trapassano lacerandoci mentre li osserviamo.
Lo specchio è solo il presente, non restituisce ne il passato ne il futuro, lo specchio è l'essere, qui ed ora e quella faccia li siamo proprio noi, così come ci siamo visti ai primordi della storia all'alba della vita.
Lo specchio non esprime giudizi, è solo al servizio della nostra anima se lo vogliamo utilizzare ed è incorruttibile. L'unico modo per corromperlo è spezzarlo, ma non conviene perchè si trasforma in centinaia di piccoli specchi che continuano a restituirci una piccolissima parte di ciò che continuiamo ad essere.
Mentre mi accendo una sigaretta e prendo la lametta mi osservo e... una sonora risata rimbalza sul mio specchio...


Photo by Ultimo


B.Eno, From The Same Hill 
(Music for Film)


postato da: aragnof alle ore 15:45 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 07 settembre 2006

Le nuvole

vanno e vengono dentro il nostro cuore, spazzano la nostra vita assumendo forme e colori ogni volta diversi e irripetibili come ogni minuto che viviamo.
Per vedere le nuvole dobbiamo alzare gli occhi al cielo, per vedere cosa siamo dobbiamo guardarci dentro, ...
...fermarsi ad ascoltare l'eco del nostro sguardo che attraversa gli strati geologici della nostra anima prima di poter tornare a noi riportandosi dietro la nostra immagine rielaborata dal caleidoscopio di gioia e sofferenza.
Non è detto che l'immagine ci piaccia ma è l'unica che abbiamo e la sua modifica è il senso dell'essere, qui, ed ora.


Photo by Ultimo

NOTHING ELSE MATTERS
Metallica 1999

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

So close no matter how far
It couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

I never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they say
Never cared for games they play
Never cared for what they do
Never cared for what they know
And I know

So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
No, nothing else matters




postato da: aragnof alle ore 09:30 | link | commenti (6)
categorie: