La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO
E infine...
chiudere gli occhi e lasciare fluire ciò che deve entrare e lasciare uscire ciò che ha consumato il suo tempo, senza paura e nostalgia, semplicemente accettare ciò che l'ombra raccoglie nel suo spazio divino.

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Kortez the killer
Di ritorno
Ho attraversato le sette strade di sale i cui solchi non portano a nulla.
Ho seguito il corso di torrenti fossili che scompaiono in baratri nella terra rossa.
Sono passato sotto la porta del tempo dal cui sommo il serpente piumato mi guardava con sorrisi ammalianti.
Ho seguito le onde del mare primordiale ribollente di zolfo le cui correnti riportano al gorgo iniziale da cui tutto rinasce.
Ho percorso la pista del deserto, da nord a sud, fino a confondere i punti cardinali e veder ruotare vorticosamente il sole sopra di me in un turbinio derviscio.
Ho appoggiato la testa sulle pietre delle antiche piramidi tonde che il tempo ha squadrato ad indicare il sopra il sotto ed il dentro ed il fuori.
Nelle millenarie caverne mi sono rivisto con indosso pellicce d'acciaio dipingendo l'apocalisse di fuoco.
Ho ascoltato il rumore di un corso d'acqua e, aprendo gli occhi, ho visto il suo colore dividersi in azzurro e rosso e andare in opposte direzioni.
Ho sorvolato ghiacci di un livido azzurro per miglia e miglia alla ricerca delle millenarie rotte di ricerca di vita.
Ho visto le ultime tracce del diluvio defluire dalle montagne dell'Anatolia.
Ho visto moltitudini di uomini bagnarsi nelle acque di un fiume che scorre all'incontrario cercando la purificazione.
Ho visto, o forse ho solo sognato...

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Chiuso...
...Per ferie
...qualche giorno di silenzio e di riposo per i neuroni rimanenti non possono che portare giovamento.

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A presto...
Ultimo
Avevo già pubblicato il testo di questa canzone di F.De Andrè e M.PAgani ma credo sia tornato drammaticamente attuale per tutti noi. Al di là delle nostre convinzioni politiche e religiose.
Tanti eserciti sono arrivati sotto le mura di Tiro e Sidone, eserciti con lo stemma di Alessandro Magno, eserciti con la croce come simbolo, eserciti con la mezzaluna, eserciti con la stella di Davide. I bambini hanno sempre guardato dai buchi delle mura chi arrivava in armi e stendardi, quasi come un gioco nuovo e sconosciuto.
I bambini hanno smesso di giocare...
SIDONE
Il mio bambino il mio il mio
labbra grasse al sole
di miele di miele
tumore dolce e benigno
di tua madre
spremuto nell'afa umida
dell'estate dell'estate
e ora grumo di sangue orecchie
e denti di latte
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
con la schiuma alla bocca
cacciatori di agnelli
a inseguire la gente come selvaggina
finchè il sangue selvatico
non gli ha spento la voglia
e dopo il ferro in gola e i ferri della prigione
e nelle ferite il seme velenoso della deportazione
perchè di nostro dalle pianure al modo
non possa più crescere albero nè spiga nè figlio
ciao bambino mio l'eredità
è nascosta
in questa città
che brucia che brucia
nella sera che scende
e in questa grande luce di fuoco
per la tua piccola morte.
Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani 1984
Sarebbe bello
Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.
E qualcuno, un padre, un amore, qualcuno, capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume.
Immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.
Questo, davvero, sarebbe meraviglioso.
Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita.
E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.
Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano.
Basterebbe la fantasia di qualcuno, un padre, un amore, qualcuno.
Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
Strada clemente, e bella.
Una strada da qui al mare.
Alessandro Baricco

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The River
Bruce Springsteen
Vengo dal fondo della valle, amico,
dove quando sei giovane
ti tirano su per farti fare
la stessa vitaccia che ha fatto tuo padre
Io e Mary ci siamo conosciuti alla scuola superiore
quando lei aveva solo diciassette anni
Guidavamo fuori da quella valle
fino dove i campi erano verdi
Andavamo giù al fiume
e nel fiume ci tuffavamo
correvamo fino giù al fiume...
Poi ho messo incinta Mary
e, amico, è stato tutto quello che mi ha scritto
e per il mio diciannovesimo compleanno
ho avuto un libretto di lavoro e un abito da cerimonia
siamo andati giù al municipio
e il giudice ha messo le cose a posto
nessun sorriso da matrimonio, niente sfilata in chiesa
niente fiori, niente abito da sposa
Quella notte siamo andati giù al fiume
e nel fiume ci siamo tuffati
siamo corsi giù al fiume...
Trovai un lavoro ai cantieri
della Johnstown Company
ma poi il lavoro diminuì
a causa della crisi economica
Adesso tutte le cose che sembravano così importanti
bhe, amico, sono scomparse nel nulla
Adesso io mi comporto come se non le ricordassi,
Mary come se non le importasse più nulla
Ma io mi ricordo le nostre corse nell'auto di mio fratello
il suo corpo abbronzato e bagnato giù al lago
Di notte su quelle sponde restavo sveglio
e la stringevo a me solo per sentire
ogni suo respiro...
Adesso questi ricordi ritornano per perseguitarmi,
mi perseguitano come una maledizione...
Un sogno che non si avvera è una bugia?...
o è qualcosa di peggio...che mi manda
giù al fiume, nonostante io sappia che il fiume è in secca prosciugato
che mi manda giù al fiume stanotte
Giù al fiume
la mia piccola ed io
giù al fiume corriamo...