La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere. OSHO
Libano
Sono stato volutamente in silenzio rispetto alla nuova tragedia che si sta compiendo in Libano forse perché da tempo immagino e spero un futuro in cui popoli e religioni diverse possano convivere, fianco a fianco, sulla stessa terra origine di millenarie culture.
Forse anche perché tanti altri ne stanno già parlando da tutti i luoghi deputati a fare notizia.
Forse perché gli unici che non parlano perché non gli viene concessa parola sono quelli che stanno sotto le bombe.
Forse perchè nella mia vita non mi sono mai trovato sotto le bombe.
Forse anche per non essere frainteso in un momento molto difficile.
Poi ho letto questo articolo pubblicato sul quotidiano Il Manifesto e, pur non condividendone alcuni parti, ho deciso di proporverlo con l’unico scopo di riflettere tutti in silenzio.

Fino a quando?
di Eduardo Galeano
Un paese ne bombarda due. L’impunità potrebbe meravigliare se non fosse costume normale. Qualche timida protesta in cui si dice di errori.
Fino a quando gli orrori continueranno a chiamarsi errori?
Questo macello di civili si è scatenato a partire dal sequestro di un soldato.
Fino a quando il sequestro di un soldato israeliano potrà giustificare il sequestro della sovranità palestinese?
Fino a quando il sequestro di due soldati israeliani potrà giustificare il sequestro del Libano intero?
La caccia all’ebreo è stata, per secoli, lo sport preferito degli europei. Sboccò ad Auschwitz un vecchio fiume di terrori, che aveva attraversato tutta Europa.
Fino a quando i palestinesi e altri arabi continueranno a pagare per delitti che non hanno commesso?
Quando Israele spianò il Libano nelle sue precedenti invasioni, Hezbollah non esisteva.
Fino a quando continueremo a credere alla favola dell’aggressore aggredito, che pratica il terrorismo perché ha diritto a difendersi dal terrorismo?
Iraq, Afghanistan, Palestina, Libano...
Fino a quando si potrà continuare a sterminare paesi impunemente?
Le torture di Abu Ghraib, che hanno sollevato un certo quale malessere universale, non sono niente di nuovo per noi latinoamericani.
I nostri militari hanno appreso quelle tecniche di interrogatorio nella School of Americas, che oggi ha perso il nome ma non il vizio.
Fino a quando continueremo ad accettare che la tortura continui a legittimarsi, come ha fatto la corte suprema di Israele, in nome della legittima difesa della patria?
Israele ha ignorato quarantasei raccomandazioni dell’Assemblea generale e di altri organismi delle Nazioni unite.
Fino a quando il governo israeliano continuerà a esercitare il privilegio d’essere sordo?
Le Nazioni unite raccomandano, però non decidono. Quando decidono, la Casa Bianca impedisce che decidano, perché ha diritto di veto.
La Casa Bianca ha posto il veto, nel consiglio di sicurezza, a quaranta risoluzioni che condannavano Israele.
Fino a quando le Nazioni unite continueranno a comportarsi come se fossero uno pseudonimo degli Stati uniti?
Da quando i palestinesi sono stati cacciati dalle loro case e spogliati della loro terra, è corso molto sangue.
Fino a quando continuerà a correre il sangue perché la forza giustifichi ciò che il diritto nega?
La storia si ripete, giorno dopo giorno, anno dopo anno, e muore un israeliano ogni dieci arabi morti.
Fino a quando la vita di ogni israeliano continuerà a valere dieci volte di più?
In proporzione alla popolazione, i cinquantamila civili, in maggioranza donne e bambini, morti in Iraq equivalgono a ottocentomila statunitensi.
Fino a quando accetteremo, come se fosse normale, la mattanza degli iracheni in una guerra cieca che ha ormai dimenticato i suoi pretesti?
Fino a quando continuerà ad essere normale che i vivi e i morti siano di prima, seconda, terza o quarta categoria?
L’Iran sta sviluppando l’energia nucleare.
Fino a quando continueremo a credere che ciò basta a provare che un paese è un pericolo per l’umanità?
La cosiddetta comunità internazionale non è per nulla angustiata dal fatto che Israele possieda 250 bombe atomiche, nonostante sia un paese che vive sull’orlo di una crisi di nervi. Chi maneggia il pericolosimetro universale?
Sarà stato l’Iran il paese che buttò le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki?
Nell’era della globalizzazione, il diritto di pressione è più forte di quello di espressione.
Per giustificare l’occupazione illegale di terre palestinesi, la guerra viene chiamata pace.
Gli israeliani sono patrioti e i palestinesi terroristi, e i terroristi seminano allarme universale.
Fino a quando i mezzi di comunicazione continueranno a seminare paura?
Questa mattanza, che non è la prima e temo non sarà l’ultima, accade in silenzio.
Il mondo è diventato muto?
Fino a quando le voci dell’indignazione continueranno a suonare come campane di legno? Questi bombardamenti uccidono bambini: più di un terzo delle vittime, non meno
della metà. Chi si azzarda a denunciarlo è accusato di antisemitismo.
Fino a quando continueremo ad essere antisemiti, noi che critichiamo il terrorismo di stato? Fino a quando accetteremo questa estorsione?
Sono antisemiti gli ebrei che inorridiscono per quanto viene fatto in loro nome?
Sono antisemiti gli arabi, tanto semiti quanto gli ebrei? Per caso non ci sono voci arabe che difendono la patria palestinese e ripudiano il manicomio fondamentalista?
I terroristi si somigliano tra loro: i terroristi di stato, rispettabili uomini di governo, e i terroristi privati, che sono matti singoli e matti organizzati dai tempi della guerra fredda al totalitarismo
comunista. E tutti agiscono in nome di dio, si chiami Dio, Allah o Jahvé.
Fino a quando continueremo a ignorare che tutti i terrorismi disprezzano la vita umana e che tutti si alimentano tra loro?
Non è evidente che in questa guerra tra Israele e Hezbollah sono i civili libanesi, palestinesi, israeliani quelli che ci mettono i morti? Non è evidente che le guerre di Afghanistan e Iraq e le invasioni di Gaza e del Libano sono incubatrici di odio, fabbriche di fanatici in serie?
Siamo l’unica specie animale specializzata nello sterminio reciproco.
Destiniamo duemila e cinquecento milioni di dollari, ogni giorno, alle spese militari.
La miseria e la guerra sono figlie dello stesso padre: come qualche dio crudele, mangia i vivi e
anche i morti.
Fino a quando continueremo ad accettare che questo mondo innamorato della morte è il nostro unico mondo possibile?
Copyright Ips/il manifesto

Cana, Lebanon, 30 luglio 2006
Prego per le anime di tutti i bambini che imparano che i sibili che sentono sopra di loro non sono giochi della loro giovinezza, qualsiasi sia la religione dei padri.
Mountain Of Needles. B.Eno & D.ByrneGIUSTIZIA
VITTORIO
Certo che il destino a volte è proprio singolare e imprevedibile.
Caro principe Vittorio Emanuele lei ci ha messo 50 anni per poter rientrare da trionfatore in Italia, per lei si sono dovute riscrivere regole costituenti e superare vecchie divisioni. Ebbene, dopo solo un anno lei ha avuto la fortuna di conoscere le patrie galere repubblicane, di vedere pubblicati stralci di amabili colloqui telefonici che giudici repubblicani avevano disposto di intercettare, stralci da cui si evince un innato uso di proprietà di linguaggio nonchè classe e stile da vero nobile. Ha poi conosciuto la consuetudine repubblicana della concessione degli arresti domiciliari a cui solo i ricchi riescono ad arrivare. Ha infine riacquistato (in attesa di giudizio) la libertà.
L'unico vincolo è che non può lasciare l'Italia. Come dire tanta fatica per venire qui ed ora non può più andarsene.
I casi sono due, o lei si è proprio affezionato al nostro paese, o è il paese che, attraverso i propri magistrati, si è proprio affezionato a lei...
Forse era meglio restare a Ginevra, non crede ?
Cordialità.

BERNARDO
Caro Bernardo, leggo da un quotidiano nazionale che le tue giornate a Terni si compongono di cyclette, bibbia e pizzini.
Sono felice che, in ordine, ti abbiano finalmente ridato la tua Bibbia, libro che ha sempre ispirato le azioni della tua vita, che tu abbia ricevuto in dono una cyclette con cui ritemprare oltre allo spirito anche il tuo corpo, e sono felice che ti sia concesso di scrivere ancora pizzini come tua abitudine e consuetudine.
Di mio faccio una proposta, che tutte le celle delle prigioni italiane siano dotate del confort di una cyclette in modo che tutti gli ospiti in attesa di giudizio da S.Vittore all'Ucciardone, passando per Regina Coeli, possano fare un pò di sano sport. L'unico problema sarà lo spazio, ma ci si può organizzare.
L'unico dubbio che mi resta è: ma a chi li scrivi i pizzini ora ? Alle anime dei morti per tua scelta ?
MARCO
Caro Marco, ma cosa hai combinato ?
Non ti bastavano gli scontri di gioco ?
C'era proprio bisogno di aggredire con il tuo petto la testa di Zidane ?
Non hai proprio rispetto per nessuno, neanche per i palloni d'oro.
Bene ha fatto la FIFA a punirti con due giornate di squalifica, così impari a metterti al pari dei grandi del calcio.
Scusaci Zizou, ma sai, noi italiani siamo fatti un pò così, popolo di inattendibili poco di buono, sempre pronti a cercare di fregare e insultare il prossimo, popolo di furbi incapaci di eccellere in nulla.
Scusa cara FIFA, ammetto che il colpo di petto di Marco a Zizou è stato un gesto inaccettabile e ammetto che gli insulti inqualificabili e irripetibili proferiti sono un'esclusiva unicamente italiana.
Ad esempio ad Oliver Kahn a Christian Poulsen o a Fabien Barthez non sarebbe mai passato per la mente di insultare le sorelle o le mamme dei giocatori italiani.
Accettiamo quindi le due giornate di squalifica come giusta punizione per aver avuto il coraggio di vincere i campionati del mondo.
Perchè la verità è questa, abbiamo vinto i campionati del mondo e questo, oltre a non essere previsto, vi ha pure fatto leggermente girare le balle e la vendetta è stata serivta subito su un piatto d'argento.
Domanda, ma se ci ponessimo come obbiettivo di vincere anche gli europei a Materazzi cosa darete ? L'ergastolo ?
Con affetto caro Zizou e, con deferenza, stimata FIFA svizzera.
A me basta la foto sotto.


LA CASA DI MIO PADRE
L'altra notte ho sognato che ero bambino lì fuori dove i pini crescono alti e mastodontici
Stavo cercando di tornare a casa attraverso la foresta prima che calasse la notte
Sentivo il vento correre tra gli alberi e voci spettrali si alzavano dai campi
Ho corso con il cuore che mi batteva giù per quel sentiero dissestato
Con il diavolo che mi braccava alle calcagna
Sono sbucato fuori dagli alberi, e lì, nella notte, la casa di mio padre era lì che brillava e risplendeva, i rami e i rovi mi strappavano gli abiti e mi graffiavano le braccia ma ho corso fino a che non sono caduto, tremante nelle sue braccia
Mi sono svegliato e ho ripensato che le cose che ci hanno allontanato
non ci allontaneranno di nuovo, signore, l'uno dal cuore dell'altro
Mi sono vestito, e ho guidato verso quella casa, dalla strada potevo vedere la luce accesa dalla finestra.
Ho fatto i gradini e mi sono fermato nella veranda, una donna che non ho riconosciuto è arrivata e mi ha parlato attraverso una porta chiusa da una catenella
Le ho raccontato la mia storia, e le ho detto per chi ero venuto
Lei mi ha risposto "Scusa figliolo, ma nessuno con quel nome abita più qui"
La casa di mio padre brilla e risplende e si erge come un faro che mi chiama nella notte
Chiama e chiama, così fredda e solitaria
Risplende oltre questa scura autostrada dove giacciono inespiati i nostri peccati.
Bruce Springsteen 1982 (Nebraska)

Photo by Ultimo
Il Dolore
E una donna gli chiese: Parlaci del Dolore.
Ed egli disse:
Il vostro dolore è il rompersi del guscio che racchiude il vostro intendimento.
Come il nocciolo del frutto deve rompersi perché il suo seme possa ricevere il sole, così dovete conoscere il dolore.
Se poteste mantenere in cuore tutta la meraviglia per il prodigio quotidiano della vita, anche il dolore non vi sembrerebbe meno stupefacente che la gioia;
E accogliereste le stagioni del cuore come avete sempre accolto le stagioni che passano sui vostri campi.
E vegliereste sereni nell'inverno della vostra sofferenza.
Molte pene le avete scelte voi.
È la pozione amara con cui il medico in voi cura il vostro io malato.
Fidatevi del medico e bevete il rimedio tranquilli e in silenzio;
Perché la sua mano, anche se rude e pesante, è guidata dalla mano premurosa dell'Invisibile.
E la tazza che vi porge, anche se brucia le labbra, è stata modellata con l'argilla che il Vasaio ha bagnato con le Sue lacrime sante.
estratto da 'Il Profeta' di Kahlil Gibran

Photo by Ultimo

In un tempo lontano e in un mondo lontano, tanti anni fa... ho sognato di danzare sulla luna e di scendere le scale volando sopra un canyon con acciaio sotto le ascelle in compagnia di un riflesso nell'acqua.
Un vecchio stereo inonda l'aria con i versi del menestrello di Duluth.
Ogni tanto i sogni tornano e ci trovano cambiati e impreparati come allora...